AUGURI TERRA

Green planet, conceptual artworkNon è solo un rituale. O almeno non dovrebbe esserlo. La Giornata della Terra, quest’anno dedicato alle città ( che nelle intenzioni degli organizzatori devono essere più verdi, più sostenibili, più pure, insomma smettere di essere città e diventare altro) dovrebbe essere l’occasione per indicare soluzioni possibili e non solo per rovesciarci addosso la solita montagna di sensi di colpa. “La Terra muore e la responsabilità è solo tua”. Questo il messaggio angosciante e ansiogeno che ogni anno ci arriva da questa giornata. La premessa doverosa è che noi questa casa che ci è stata donata dovremmo tenerla un po’ meglio. Pensate se nel vostro appartamento ci fossero rifiuti sparsi, fumi di tutti i tipi buttati nell’aria, disordine e sporcizia. Ci vivreste bene? Certo che no.

Il buonsenso vorrebbe quindi che noi ci occupassimo di tenere il pianeta come teniamo la nostra casa, sforzandoci di usare un po’ più di semplice senso civico. Né più né meno. Ma avere questo macigno della distruzione del pianeta, qualsiasi atto si compia, dal portare il bambino all’asilo in macchina perché non c’è altro mezzo fino all’aprire il frigorifero o tenere accesa una lampadina, beh questo è troppo. E qualche “ecologista pentito” inizia a capire che troppi messaggi negativi sono controproducenti. Un messaggio forte che arriva da alcuni dei maggiori centri per il controllo del clima e dell’ambiente: ” L’opinione pubblica comincia a non poterne più di allarmi devastanti”. Una sorta di rifiuto, di rigetto che può mandare all’aria quanto di buono fatto in questi anni.

E allora ecco il contrordine: spargere ottimismo, dare notizie positive, fare capire che no, non è poi così vero che siamo tutti farabutti, che qualcosa si salva di sicuro e che con l’energia verde ci si può pure guadagnare. Mi viene il sospetto che il ripensamento arrivi semplicemente dal fatto che la gente non dia più contributi in danaro, che le varie organizzazioni verdi non siano più nei pensieri dei contribuenti, più attenti in questo periodo di crisi a cose più terra terra come lavoro che non c’è, affitti e rate da pagare. Il portafogli degli ecologisti piange, e allora via con una nuova strategia di comunicazione, basta spaventare. Vi sembrerà una follia, ma a me, questa, sembra la migliore notizia di questa Giornata della Terra. Chissà che con meno autoflagellazioni e un po’ più di allegria questo pianeta malandato non si salvi sul serio.

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