Febbre planetaria

terra3

Adesso abbiamo solo 15 anni. Così hanno decretato gli scienziati dell’Ipcc, il Gruppo esperto di cambiamenti climatici, emanazione delle Nazioni Unite, che da anni mette il termometro sotto l’ascella della Terra. 15 anni per salvarci dal disastro ambientale, un soffio. Tanto vale dire che siamo spacciati del tutto.
Sul banco degli imputati l’uso del carbone come fonte energetica, i paesi più colpevoli Cina, India e Stati Uniti. Ma anche l’Europa non se la passa bene nelle pagelle a ditino alzato dei censori dell’Ipcc. Che forniscono anche la ricetta: tagliare fino al 70% i consumi entro il 2050, azzerarli addirittura per fine secolo. Altrimenti, caput.

Ora, che la Terra si sia scaldando è evidente a tutti, anche se non è così univoca la lettura, si sciolgono i ghiacci al Polo Nord, ma aumentano al Sud, vai a capire. O ancora, all’inverno straordinariamente mite in Europa del Sud ha fatto da contraltare quello straordinariamente gelido nel Nord America (chiedere agli abitanti di New York o anche di Atlanta). Insomma, dipende da dove guardi. Ma i nostri censori ci dicono che è una questione di temperatura media sulla superficie, e quella, dicono sempre loro, è aumentata. Ora, è evidente che il cielo opaco di Pechino pieno di nebbia sporca e puzzolente non fa bene, per primi ai cinesi. E la stessa cosa si dica per Parigi o, perché no, Milano.

Ma siamo così sicuri al cento per cento che il disastro sia solo opera antropica, vale a dire delle attività dell’uomo, e che la soluzione sia nelle nostre mani?

I dati della temperatura media sui pianeti del sistema solare sono in aumento, e lì non ci sono auto o fabbriche o centrali che sparano fumi. E allora, come la mettiamo? Non sarà che l’attività del Sole, l’irraggiamento, il calore emesso sia aumentato? Questa teoria non viene mai presa in considerazione, forse non è abbastanza politicamente corretta.
Le soluzioni, poi. Abbattere il carbone a favore delle energie rinnovabili. Ma quali? In Italia ci abbiamo provato, ma con risultati desolanti, tutti blaterano di energia pulita, ma alla prova dei fatti nessuno le vuole. Torri eoliche? No troppo brutte. Centrali solari? Idem, e poi perché proprio qui, in questo bel prato vicino a casa mia. Rigasificatori? Vade retro. Nuclerare? Non ne parliamo proprio.
Decidiamoci, o questo o quello, una terza via non c’è. A meno che vogliamo spegnere tutto, e tornare indietro di duecento anni.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

5 risposte a “Febbre planetaria

  1. Quando tutti coloro che si occupano di ambiente troveranno una teoria univoca che permetta di affrontare seriamente il problema?

    • Le teorie si basano sui dati, e questi dati spesso non sono univoci. O non sono interpretati in modo univoco. Da qui risultano le divergenze, che, come lei dice, non permettono di affrontare seriamente il problema. Aggiungo che gli interessi economici, negli schieramenti che chiameremo per semplicità “ecologisti” e “negazionisti” sono consistenti. Da qui la difficoltà a trovare una via comune.

  2. Più volte i dati presentati sono clamorosamente discordanti, a volte non viene nemmeno citata la fonte, bisogna ammettere che il panel dell’ONU proprio non é un esempio di rigore scientifico. Fra l’altro preticamente non si tiene conto dell’energia dispersa dalle attività umane, dal 1950 la popolazione é cresciuta a 2,5 volte, i consumi pro capite sono saliti anche di 10 volte per certi paesi, tutto ciò ha portato prosperità e ricchezza, provate a dire a Cina e India che tutto ciò é un male. Perché non seguiamo il vecchio consiglio? Piantiamo 10 miliardi di alberi all’anno, e quando sono cresciuti seppelliamo i tronchi , od usiamoli per creare nuovi terreni costieri, con Venezia ha funzionato. E lasciamo perdere le così dette “rinnovabili”, spendiamo nella ricerca, quella di base, se emergerà una tecnologia convincente allora sì potremo cambiare; i pannelli fotovoltaici ed i grandi impianti eolici hanno dimostrato di non essere abbastanza efficienti, oltre ad avere il problema della discontinuità. Se poi tutto dipende dalla variazione di luminosità del sole sarà bene ammettere i nostri limiti ed adattarci, ma i politici in genere preferiscono seguire le ideologie, e se i fatti smentiscono le ideologie, peggio per i fatti. P.S. Perché nessuno parla mai di limitare la popolazione? O, meglio, l’aumento della popolazione. L’Africa in 50 anni ha quintuplicato la popolazione, Cina ed India più che quadruplicate, il resto del cosìdetto terzo mondo ha fatto a gara a chi faceva più figli. Nonostante ciò, oggi come oggi, le persone sottoalomentate sono meno, sia in assoluti, che, soprattutto, in percentuale, che negli anni ’60, anche se restano, inaccettabilmente, troppe. Se qualcuno avesse fatto un pò meno figli la fame, almeno quella, sarebbe sparita.

  3. Il problema è che a parte lo scandalo IPCC (Vedi: http://www.astronomia.com/2011/12/02/il-secondo-e-forse-definitivo-scandalo-investe-l%e2%80%99ipcc/ oppure: http://www.loccidentale.it/articolo/climategate%3A+il+flusso++.0082708 ), tutti i dati consolidati e verificati da parte di coloro che si occupano seriamente di clima indicano un raffreddamento globale. Di fatto poi i danni da freddo rischiano di essere ben più gravi di quelli “da caldo”. Per questo sarebbe bene, per una volta, smetterla con stupidaggini ed affrontare la realtà.

  4. Nonostante i dati siano discordanti, sarebbe il caso di porre rimedio e di passare alle energie rinnovabili, almeno per il bene della nostra salute! Siamo i parassiti del pianeta Terra…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *