Dove osano i bosoni

Vicino a Mercurio

A vederlo così, nella foto della Nasa e della John Hopkins University –  Applied Physics Laboratory, sembra una gemma di lapislazzulo, buttata là, in mezzo al cielo.  Di fatto non bisogna lasciarsi ingannare da questa immagine, elaborata in falsi colori. Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, non è affatto un paradiso blu, ma un vero inferno. Temperature fino a 500 gradi lo rendono uno dei posti più inospitali del Sistema Solare. Ma anche in questo deserto bollente,  una traccia dell’uomo, c’è.


E’ la sonda Messenger -MErcury Surface Space ENvironment GEochemistry and Ranging-, lanciata nel 2004 e arrivata quattro anni dopo nei pressi del pianeta. Da allora ha iniziato il suo lento e cauto avvicinamento, con grande rispetto per questo ambiente ostile e pericoloso. Nel 2011 ha finalmente trovato l’orbita giusta, e da allora ha continuato a girare attorno a Mercurio, con ellissi sempre più ravvicinate.
In questi giorni ha compiuto la sua tremillesima orbita, stabilendo un record di avvicinamento alla superficie. Ha sbirciato il suolo di mercurio ad appena 199 chilometri dal suolo, per avere un termine di paragone, la Stazione Spaziale  Internazionale gira a 400 chilometri dal suolo terrestre.

Da questa altezza è facile immaginare che la sonda potrà inviarci informazioni dettagliate e preziose sul terreno di Mercurio: studiarne la topografia, capire la composizione, valutare la temperatura, e quel poco di atmosfera, la più rarefatta di tutto il Sistema Solare. E svelerà anche una parte del pianeta totalmente sconosciuta.

La sonda è destinata a scendere ancora, fino al 100 chilometri di altezza, per svelare i segreti finora celati. Uno dei più affascinanti è la misura della magnetosfera, il campo magnetico provocato dal grande nocciolo di ferro fuso, che prende più o meno il 65% dell’intero volume di Mercurio, e che lo trasforma in una gigantesca calamita. Come se buona parte della crosta solida, con le elevatissime temperature, fosse evaporata dalla formazione del Sistema Solare ad oggi. La sonda Messenger dovrà aiutarci a risolvere anche questo mistero.