Antartide: punto di non ritorno

Collassa, inevitabilmente e irreversibilmente. E’ durissimo il verdetto sull’Antartide, il continente lontanissimo candido e glaciale, ma ormai sempre di meno.  Questo dicono due studi differenti e presentati quasi in contemporanea dalla Nasa e dall’Università di Washington, con una pubblicazione su Science, che arrivano alla stessa conclusione.

 

ghicciaio

Foto Jpl – Nasa

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NASA Jet Propulsion Laboratory California Institute of Technology

E’ ormai stato superato il punto di non ritorno, la calotta glaciale occidentale –  il cosiddetto Weis, vale a dire Western Antartic Ice Sheet – collassa, si spezza si scioglie e non ritornerà come prima. Un verdetto implacabile, foriero di scenari apocalittici come l’innalzamento dei mari fino a 3-4 metri nei prossimi  secoli.

Gli studi sull’Antartide sono relativamente recenti.  Il continente è stato raggiunto dagli scienziati solo negli anni 50, un mondo remoto, separato da tutte le altre terre emerse da un oceano inospitale e tumultuoso, frequentabile solo nell’estate e abbandonato nelle infinite e gelide notti invernali anche dai pochi ricercatori che abitano le stazioni scientifiche . Per queste condizioni estreme è stato difficile arrivarci e restarci. E soprattutto avventurarsi per studiare le condizioni della calotta. In soccorso alle ricerche sono arrivati i satelliti, che anno dopo anno hanno certificato l’arretramento del ghiacciaio Weis, e soprattutto della costa di Amusden.

Proprio qui gli studiosi del Jpl, Jet Propulsion Laboratory della Nasa, hanno potuto scoprire che la porzione di calotta che cede costantemente è molto vasta (vedi video sotto). Questo dimostra, secondo i due studi paralleli, che il ritiro del ghiaccio è dovuto all’innalzamento della temperatura dell’oceano sottostante la parte flottante della calotta, che fa quindi sprofondare lo spesso strato di ghiaccio. E questo significa, sentenziano, che il processo è irreversibile. Le simulazioni più pessimistiche ci dicono che nel prossimo secolo la perdita di ghiaccio sarà costante ma lenta, per poi accelerare quando si arriverà al confine del ghiaccio che appoggia sulla terraferma antartica.

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NASA Jet Propulsion Laboratory California Institute of Technology

E da quel momento in poi ci si può aspettare di tutto, anche che la calotta si scopra completamente trasformando il Polo Sud in pascoli e montagne. Ma questa è una previsione estremamente negativa che non tiene conto di come potrà evolvere la temperatura sul pianeta. Se, come alcuni preconizzano e auspicano, le temperature seguendo un ciclo naturale si dovessero  abbassare di nuovo, potremmo ritrovare l’Antartide come quel deserto ghiacciato che conosciamo.

Ma l’ allarme sul collasso del ghiaccio dell’Antartide non deve essere sottovalutato ed è tempo che si prendano contromisure. 

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