Ad aprile Marte ci illumina di rosso

Sarà un aprile con un cielo un po’ più luminoso. Ci sarà Marte a splendere vicinissimo alla Terra. I due pianeti si avvicinano e si allontanano alla velocità di 300 chilometri al minuto, in una danza reciproca che dura 26 mesi. E in questo periodo la distanza è “solo” 92 milioni di chilometri. Un’enormità nella scala della nostra quotidianità, un’inezia su quella dell’Universo o anche solo del nostro sistema solare.
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AUGURI TERRA

Green planet, conceptual artworkNon è solo un rituale. O almeno non dovrebbe esserlo. La Giornata della Terra, quest’anno dedicato alle città ( che nelle intenzioni degli organizzatori devono essere più verdi, più sostenibili, più pure, insomma smettere di essere città e diventare altro) dovrebbe essere l’occasione per indicare soluzioni possibili e non solo per rovesciarci addosso la solita montagna di sensi di colpa. “La Terra muore e la responsabilità è solo tua”. Questo il messaggio angosciante e ansiogeno che ogni anno ci arriva da questa giornata. La premessa doverosa è che noi questa casa che ci è stata donata dovremmo tenerla un po’ meglio. Pensate se nel vostro appartamento ci fossero rifiuti sparsi, fumi di tutti i tipi buttati nell’aria, disordine e sporcizia. Ci vivreste bene? Certo che no.
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Febbre planetaria

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Adesso abbiamo solo 15 anni. Così hanno decretato gli scienziati dell’Ipcc, il Gruppo esperto di cambiamenti climatici, emanazione delle Nazioni Unite, che da anni mette il termometro sotto l’ascella della Terra. 15 anni per salvarci dal disastro ambientale, un soffio. Tanto vale dire che siamo spacciati del tutto.
Sul banco degli imputati l’uso del carbone come fonte energetica, i paesi più colpevoli Cina, India e Stati Uniti. Ma anche l’Europa non se la passa bene nelle pagelle a ditino alzato dei censori dell’Ipcc. Che forniscono anche la ricetta: tagliare fino al 70% i consumi entro il 2050, azzerarli addirittura per fine secolo. Altrimenti, caput.
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